Estate: podologo calciatori, vesciche e calli insidiano piede atleti

La prevenzione dei piedi dei calciatori professionisti prima dei ritiri estivi precampionato

Roma, 2 lug. (Adnkronos Salute) - Preparare i 'preziosi' strumenti di lavoro contro i danni e le insidie della professione contro vesciche, calli e traumi alle unghie. E' quello che devono fare i calciatori professionisti con il loro piedi prima dei ritiri estivi precampionato, che partiranno la prossima settimana. "La prima cosa da fare è preparare la cute del piede per evitare la formazione di vesciche all'inizio degli allenamenti estivi - spiega all'Adnkronos Salute Pierluigi Gennari, podologo del Milan e della Nazionale italiana di calcio - usando creme 'ad hoc' per rendere la pelle morbida ed elastica.

 

Un lavoro di prevenzione - precisa - che deve precedere la fase più intensa dell'allenamento, quella di maggior sforzo articolare, per evitare, ad esempio, dolorose vesciche". "Quasi tutti i 'big' della massima serie italiana - aggiunge - fanno un controllo della salute del piede, anche con l'esame baropodometric,o per verificare l'eventuale presenza di problemi di postura, perché - osserva - non possono permettersi di avere un 'acciacco' ad inizio stagione. Ma sono pochi quelli davvero attenti e scrupolosi durante l'anno".Questo tipo di attenzione verso i piedi, secondo l'esperto, dovrebbe essere tenuto presente anche da chi pratica sport di resistenza come i maratoneti. "Migliorare e curare l'elasticità del derma dell'articolazione, spesso sotto stress termico e fisico - aggiunge - protegge anche dai traumi da sfregamento, così diffusi nei corridori". Un campanello d'allarme da non trascurare nel caso del piede è il legame con la postura. "A inizio stagione calcistica - avverte il podologo - si valuta anatomicamente e funzionalmente, con l'esame baropodometrico, l'arto inferiore, grazie ai rilievi delle pressioni che questo esercita sul suolo nella posizione eretta e nella deambulazione. In questo modo possiamo capire se esistono problematiche e intervenire subito"."I problemi posturali possono colpire in maniera eterogenea i calciatori - sottolinea Gennari - spesso dipendono dall'anatomia dell'arto. Alcuni 'top player' non hanno mai avuto fastidi in carriera, altri ne sono colpiti con più frequenza, arrivando a soffrire di fascite plantare o tendinite. Fenomeni - prosegue - che possono presentarsi anche perché è tradizione calcistica utilizzare uno scarpino con un mezzo numero più piccolo per avere una maggiore sensibilità di tocco. I funghi, invece, possono manifestarsi perché gli atleti si lavano molto, ma - concludono - spesso si asciugano in fretta. E un piede umido è una 'culla' per questi microrganismi".

Fonte: Wallstreetitalia

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