Intervista a Pierluigi Gennari

Gazzetta.it (2 luglio 2013)

Preparare i "preziosi" strumenti di lavoro contro i danni e le insidie della professione contro vesciche, calli e traumi alle unghie. È quello che devono fare i calciatori professionisti con il loro piedi prima dei ritiri estivi precampionato, che partiranno la prossima settimana. "La prima cosa da fare è preparare la cute del piede per evitare la formazione di vesciche all'inizio degli allenamenti estivi -spiega all'Adnkronos Salute Pierluigi Gennari, podologo del Milan e della Nazionale italiana di calcio- usando creme 'ad hoc' per rendere la pelle morbida ed elastica. Un lavoro di prevenzione -precisa- che deve precedere la fase più intensa dell'allenamento, quella di maggior sforzo articolare, per evitare, ad esempio, dolorose vesciche".

 

ESAME BAROPODOMETRICO "Quasi tutti i 'big' della massima serie italiana - aggiunge - fanno un controllo della salute del piede, anche con l'esame baropodometrico per verificare l'eventuale presenza di problemi di postura, perchè -osserva- non possono permettersi di avere un 'acciaccò ad inizio stagione. Ma sono pochi quelli davvero attenti e scrupolosi durante l'anno". Questo tipo di attenzione verso i piedi, secondo l'esperto, dovrebbe essere tenuto presente anche da chi pratica sport di resistenza come i maratoneti. "Migliorare e curare l'elasticitá del derma dell'articolazione, spesso sotto stress termico e fisico -aggiunge- protegge anche dai traumi da sfregamento, così diffusi nei corridori".

L'ALLARME Un campanello d'allarme da non trascurare nel caso del piede è il legame con la postura. "A inizio stagione calcistica - avverte il podologo - si valuta anatomicamente e funzionalmente, con l'esame baropodometrico, l'arto inferiore, grazie ai rilievi delle pressioni che questo esercita sul suolo nella posizione eretta e nella deambulazione. In questo modo possiamo capire se esistono problematiche e intervenire subito". "I problemi posturali possono colpire in maniera eterogenea i calciatori - sottolinea Gennari - spesso dipendono dall'anatomia dell'arto. Alcuni 'top player' non hanno mai avuto fastidi in carriera, altri ne sono colpiti con più frequenza, arrivando a soffrire di fascite plantare o tendinite. Fenomeni - prosegue- che possono presentarsi anche perchè è tradizione calcistica utilizzare uno scarpino con un mezzo numero più piccolo per avere una maggiore sensibilitá di tocco. I funghi, invece, possono manifestarsi perchè gli atleti si lavano molto, ma spesso si asciugano in fretta. E un piede umido è una culla per questi microrganismi".

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